Un vigneto in Sardegna su terreno sabbioso
Un vigneto in Sardegna su terreno sabbioso. Foto: La Casa di Sophia · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Santu Lussurgiu sta in una posizione comoda per chi ama il vino: a nord, oltre il Montiferru, c'è la Planargia con la sua Malvasia; a sud, verso il mare, c'è la bassa valle del Tirso, patria della Vernaccia. Sono vini di piccola scala, con una personalità precisa, poco conosciuti fuori dall'isola e diversi da quello che molti si aspettano dalla Sardegna.

Se siete abituati ai bianchi freschi e ai rossi di pronta beva, prendete questa guida come un invito alla curiosità: qui si incontrano vini che chiedono un assaggio attento.

Malvasia di Bosa

La Malvasia di Bosa DOC nasce sulle colline della Planargia, in provincia di Oristano, tra i vigneti che disegnano il paesaggio alle spalle di Bosa. I paesi legati alla Malvasia sono sette: Bosa, Modolo, Magomadas, Tresnuraghes, Flussio, Tinnura e Suni. Si tratta di una denominazione piccola, con superfici ridotte e produzioni limitate.

Si trova in più stili, dal secco all'amabile fino al dolce, con versioni diverse da una cantina all'altra. Alcuni produttori lasciano le botti non del tutto colme, così che in superficie si sviluppi un velo di lieviti, tecnica che avvicina questo vino alla Vernaccia e gli dà note più complesse. Viene spesso descritto come un vino da compagnia, morbido ed elegante, da sorseggiare con calma.

Per conoscerla, il modo migliore è fare un giro tra i paesi della zona, aggiungendolo a una giornata a Bosa. A Magomadas il Museo del Vino della Planargia, in un edificio del Cinquecento, racconta attrezzi e pratiche legate alla vigna. La Malvasia si accompagna bene a dolci e formaggi, oltre che ai prodotti da forno della zona, come il pane bistokku di Bosa.

Vernaccia di Oristano

La Vernaccia di Oristano è stata la prima DOC riconosciuta in Sardegna, all'inizio degli anni Settanta, ma la sua storia è molto più antica. La coltivazione della vite nella valle del Tirso è documentata da ritrovamenti di età nuragica, e la vernaccia è citata già nel Trecento, nel Breve di Villa di Chiesa.

Il vino nasce da uve Vernaccia nella bassa valle del Tirso, tra Oristano, Cabras e i paesi vicini. Il segreto è nell'affinamento: il vino riposa per anni in botti di castagno o rovere non del tutto piene, e sulla superficie si forma la flor, un velo di lieviti che ne cambia il carattere. Il risultato è un vino secco, ambrato, che richiama miele, mandorla ed elicriso e che, con il tempo, sviluppa note ossidative. In zona quel carattere particolare ha un nome proprio: murruai.

L'affinamento minimo supera i due anni e arriva a oltre quattro anni per la Riserva, ma alcune bottiglie restano in legno molto più a lungo. Accanto alla DOC si trovano vernacce più giovani e accessibili, vendute come IGT Valle del Tirso: possono essere un buon punto di partenza.

A tavola non è un vino di sottofondo. Con le versioni più giovani funzionano il muggine affumicato, chiamato su fumigai, i formaggi sardi di media stagionatura e il torrone. Quelle più vecchie reggono formaggi molto stagionati e gli amaretti di Oristano. Se capitate in città durante la Sartiglia, la troverete nei bicchieri delle piazze, insieme ai dolci di carnevale.

Nieddera, il rosso dell'Oristanese

Il nome significa più o meno "la nera", e la Nieddera è un'uva rossa rara, coltivata in pratica solo nei dintorni di Oristano. Non ha una DOC propria: la si trova come IGT Valle del Tirso, in versione rossa e rosata, da sola o insieme ad altri vitigni, in particolare nella zona di Cabras. È una scoperta interessante da abbinare a una giornata nel Sinis, tra Tharros e le spiagge.

Qualche consiglio per le degustazioni

  • Prenotate sempre le degustazioni in anticipo: spesso si tratta di piccole cantine.
  • Evitate le ore più calde in estate. Primavera e autunno sono le stagioni più piacevoli per girare tra vigne e paesi.
  • Decidete prima chi guida: le strade tra i paesi sono tortuose e alcuni di questi vini hanno una gradazione importante.
  • Se volete portare a casa una bottiglia, proteggetela bene in valigia.

Per il resto della tavola, compreso il casizolu, leggete l'articolo sui sapori del Montiferru.

Per informazioni. Visite in cantina e appuntamenti legati al vino cambiano nel corso dell'anno. Per iniziative e calendari consultate i canali ufficiali dei Comuni della zona, del Consorzio della Vernaccia di Oristano e delle Pro Loco.

Un calice nel Montiferru, senza fretta

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