Santu Lussurgiu si trova a metà strada tra Oristano e Bosa, e questa posizione rende Bosa una delle uscite più naturali per chi soggiorna nel Montiferru. La cittadina sorge lungo la foce del Temo, sulla costa occidentale, ed è facile da leggere anche al primo passaggio: il fiume in basso, le case colorate che salgono sul colle, il castello in cima. Una giornata è il tempo giusto per percorrerla con calma, senza inseguire ogni singolo monumento.
La mattina sul Temo
Il punto di partenza ideale è il Lungotemo, la passeggiata che segue il corso d'acqua verso la foce. Il Temo è presentato dalle fonti regionali come l'unico fiume navigabile della Sardegna, e infatti alla foce si trova un porto turistico fluviale. Il Ponte Vecchio unisce le due rive ed è il riferimento per orientarsi: da qui si ha l'immagine più riconoscibile di Bosa, con le facciate multicolori sulla riva destra.
Sulla riva opposta si allineano le antiche concerie, conosciute come Sas Conzas. Tra metà Ottocento e inizio Novecento erano famose per il pellame di alta qualità, e il loro recupero ha conservato una rara testimonianza di archeologia industriale. Nell'area si trova anche il Museo delle Conce, utile per capire cosa significasse questo lavoro per la città.
Sa Costa, il quartiere che sale
Dal fiume ci si inoltra in Sa Costa, il quartiere storico. La sua origine spiega la sua forma: la popolazione abbandonò gradualmente Bosa Vetus, il centro originario presso la chiesa di San Pietro extra muros, e nel corso di quasi due secoli si spostò sotto la protezione del castello. Da qui i vicoli stretti che seguono la pendenza, le scalette, le case addossate l'una all'altra. Tra le cose da cercare c'è Sa Funtana Manna, una fontana ottocentesca in trachite rossa. Bosa è nota anche per il filet, il ricamo fatto a mano su rete a nodi, che nasce da un antico sapere femminile ed è una delle eccellenze della Planargia.
Il castello di Serravalle
La salita è la parte più impegnativa della giornata: si sale per le scalinate o per le vie di Sa Costa, quindi servono scarpe comode. In cima si trova il castello di Serravalle, detto dei Malaspina dalla famiglia toscana che lo fece costruire all'inizio del XII secolo. Nel Trecento venne aggiunta la torre maestra, poi la cinta muraria che percorre il colle con sette torri quadrate e, in epoca aragonese, una torre pentagonale in trachite.
All'interno delle mura si trova la chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos, con il suo ciclo di affreschi del Trecento: da solo giustifica la salita. Dalle mura si abbraccia tutta la città, le facciate colorate, le concerie, il Ponte Vecchio e la foce. L'ingresso al castello è a pagamento.
Il pomeriggio: duomo, San Pietro e Bosa Marina
Tornati in basso, il pomeriggio può prendere direzioni diverse. Nel centro si visita il duomo dell'Immacolata Concezione, noto per i suoi affreschi. Chi ama il romanico può raggiungere la chiesa di San Pietro extra muros, nella campagna di Calmedia, a poca distanza dall'abitato: è il luogo dove tutto è cominciato. Chi preferisce il mare trova alla foce Bosa Marina, con le spiagge della zona.
Se avete ancora energie, potete scegliere la strada del ritorno pensando al vino. La Malvasia di Bosa nasce nei vigneti della Planargia, di cui Bosa è il centro principale, e la Strada della Malvasia tocca paesi come Tinnura, Flussio e Modolo, lungo un itinerario di circa 12 km. Ne parliamo anche nell'articolo sui vini della Sardegna centro-occidentale.
Consigli per la giornata
L'ordine che funziona meglio è fiume, quartiere, castello: si sale quando si è ancora freschi e si riscende verso il pomeriggio libero. Lasciate tempo per le soste, perché Bosa è più piacevole se la si percorre senza contare le tappe. Se volete unire la cittadina a un'altra esperienza sulla costa, date un'occhiata alla nostra guida alle spiagge tra Sinis e Montiferru oppure al percorso di tre giorni nel Montiferru.
Una base tra Bosa e Oristano
Da Santu Lussurgiu si raggiungono entrambe le città: scoprite le camere del nostro B&B nel centro storico.